Creare il sito della vostra pizzeria, città per città

In Italia la pizza non ha bisogno di essere spiegata: ha bisogno di essere distinta. Con decine di migliaia di pizzerie sul territorio, il cliente non sceglie «una pizza» ma un impasto, un forno, una farina. Il sito serve a dire quale — prima che lo faccia una piattaforma al posto vostro.

L’arte del pizzaiuolo napoletano è patrimonio culturale immateriale dell’UNESCO dal 2017. È l’unico mestiere della ristorazione ad avere questo riconoscimento, e dice una cosa precisa sul mercato italiano: qui il metodo è il prodotto. Ventiquattro, quarantotto o settantadue ore di maturazione, farina tipo 0 o 1, forno a legna o elettrico — sono differenze che il cliente italiano legge e confronta.

Il problema non è la domanda, è la visibilità

Una pizzeria italiana raramente ha un problema di domanda. Ha un problema di comparazione: quando qualcuno cerca la sera, trova prima le piattaforme, poi le schede Google, e solo dopo — forse — il locale. Chi non ha un sito viene descritto da altri, con le foto degli altri e le commissioni degli altri.

Le città che copriamo

Il posizionamento locale si gioca sul quartiere, non sulla città: Vomero e Chiaia non sono «Napoli», e chi cerca lo sa.

Il tuo sito può essere online prima del servizio di stasera

Cinque minuti. Niente carta. E sei online.

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Le domande che i pizzaioli fanno davvero

Serve un sito a una pizzeria già conosciuta?

Sì, ma non per farsi conoscere: per non farsi descrivere da altri. Senza sito, sono le piattaforme e le schede Google a decidere quali foto, quali prezzi e quale menù rappresentano il vostro locale.

Quanto costa?

0 € per iniziare su un indirizzo in super-pizza.app, 19 € al mese con il vostro dominio e gli ordini diretti, senza commissioni sugli ordini.

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