Creare il sito della vostra pizzeria a Milano

Milano è la città italiana dove il cliente confronta di più prima di ordinare, e dove la commissione pesa di più perché gli ordini ripetuti sono tanti. Il sito serve a due cose: spiegare cosa fate con parole vostre, e far tornare quel cliente senza passare dalla cassa di qualcun altro.

Qui il cliente legge la scheda tecnica

A Milano il pubblico ha imparato a leggere le differenze: tipo di farina, ore di maturazione, forno, provenienza del pomodoro e del fiordilatte. Non è snobismo, è il risultato di dieci anni in cui la pizza è diventata anche un prodotto da recensione. Se queste informazioni non sono scritte da nessuna parte, il cliente assume che non ci siano.

Su una piattaforma non c’è spazio per dirlo: c’è una foto, un nome, una stella e un prezzo. È una vetrina che vi mette accanto a chiunque altro nello stesso raggio di due chilometri, e l’unica leva che vi lascia per emergere è pagare. Su un sito vostro, invece, la prima riga la scegliete.

Pranzo, aperitivo, sera: tre clientele diverse

In Città Studi o a Lambrate il mezzogiorno è veloce e sensibile al prezzo. Ai Navigli e all’Isola la sera è un’uscita, con tavoli, attese e un ordine medio più alto. A NoLo convivono le due cose a distanza di un isolato. Sono tre pagine di menù diverse, tre fasce orarie diverse e — se ci pensate — tre promesse diverse sui tempi.

Un sito che tiene insieme queste tre cose non è più complicato: è semplicemente aggiornato. Il menù del pranzo che compare solo a pranzo, le chiusure di agosto scritte prima di agosto, il numero di coperti disponibili stasera. Sono dettagli banali che però decidono se un cliente prenota da voi o scorre oltre.

Le piattaforme restano, il cliente abituale no

Nessuno vi consiglia di uscire dalle app in una città dove sono il modo normale di scoprire un locale. Il ragionamento è un altro: chi ha già ordinato tre volte non ha bisogno di essere scoperto, ha bisogno di poter ordinare in fretta. Dategli un indirizzo vostro, con lo stesso menù e senza il ricarico che copre la commissione, e quell’abitudine si sposta da sola.

Il tuo sito può essere online prima del servizio di stasera

Cinque minuti. Niente carta. E sei online.

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Le domande che i pizzaioli fanno davvero

Quanto costa il sito di una pizzeria a Milano?

Il prezzo non dipende dalla città: 0 € per iniziare su un indirizzo in super-pizza.app, 19 € al mese con il vostro dominio e gli ordini diretti, senza commissioni sugli ordini.

Conviene restare sulle piattaforme?

Sì, per farsi scoprire. Le piattaforme portano il primo ordine, il sito trattiene il secondo. A volumi milanesi, spostare anche solo un terzo degli ordini ripetuti sul proprio canale cambia il conto economico dell’anno.

Serve un’agenzia a Milano?

Solo per esigenze fuori standard. Per una pizzeria, uno strumento specializzato mette il sito online in pochi minuti e vi lascia cambiare menù e orari da soli, senza chiamare nessuno il sabato sera.

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