Creare il sito della vostra pizzeria a Palermo
A Palermo la concorrenza della pizzeria non è solo l’altra pizzeria: è tutto quello che si mangia in piedi e costa meno. Il sito serve a dire perché stasera si sceglie voi, dove arrivate davvero con le consegne e a che ora chiudete — d’inverno e d’agosto.
Una città che mangia bene senza sedersi
Tra sfincione, panelle, rosticcerie e friggitorie, il palermitano ha una scelta enorme prima ancora di pensare a una pizza. Questo non è un problema: è il contesto. Significa però che una pizzeria qui deve vendere qualcosa che quel circuito non vende — una serata, un forno, un impasto preciso, un asporto che arriva caldo e all’ora detta.
Sono esattamente le cose che una scheda su un’app non riesce a comunicare. Lì siete una foto e un prezzo accanto a venti foto e venti prezzi. Su un sito vostro potete mettere in prima riga la cosa per cui la gente torna, e quella riga la scegliete voi.
L’estate sposta la città
Da giugno a settembre il baricentro si allunga verso il mare: cambiano gli orari, cambia il momento della cena, e i tempi di consegna verso Mondello diventano un’altra cosa rispetto a quelli della Kalsa a marzo. Chi lavora sulla stagione ha bisogno di poter cambiare orari e avvisi in due minuti, non di chiedere una modifica a qualcuno e aspettare due giorni.
Questa è la ragione più concreta per avere un sito che gestite voi: non la grafica, ma il fatto che la pagina dica il vero anche il 14 di agosto. Un orario sbagliato online costa più di una brutta foto.
Il quartiere è la ricerca vincibile
«Pizzeria Palermo» è occupata dalle piattaforme e dalle guide. «Pizzeria Borgo Vecchio», «pizza Zisa», «pizzeria Ballarò» no: sono ricerche corte, fatte da chi è a pochi minuti da voi, e bastano il nome del quartiere sul sito e sulla scheda Google — scritto allo stesso modo — per presidiarle.
Il tuo sito può essere online prima del servizio di stasera
Cinque minuti. Niente carta. E sei online.
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