Creare il sito della vostra pizzeria a Messina
A Messina la serata comincia da una focaccia con scarola, tuma e acciughe o da un pidone fritto, e la pizza arriva dopo. Chi lavora qui vende un prodotto che ha già un suo nome e un suo pubblico: il problema non è farlo capire, è scriverlo da qualche parte che sia vostro.
Un menù che non si spiega da solo in un elenco
Su una piattaforma la focaccia messinese diventa una riga fra le altre, spesso sotto la voce sbagliata, senza una parola su come la fate: quanta scarola, che tuma, se l’acciuga è sotto sale. Lo stesso vale per la pizzeria che tiene il fritto o le teglie della domenica. Sono differenze che il cliente messinese legge, riconosce e paga, ma solo se le trova scritte.
Un sito vostro è l’unico posto dove potete mettere quelle tre righe, con le vostre fotografie e il vostro listino, senza che qualcuno le riscriva o le tagli.
Il quartiere è la ricerca che potete vincere
«Pizzeria Messina» è una ricerca presidiata dalle app, e insistere serve a poco. «Pizzeria Provinciale», «pizza Gazzi», «pizzeria Ganzirri» sono ricerche brevi, fatte da chi è a pochi minuti da voi, e quasi sempre poco difese. Il nome del quartiere va scritto sul sito e sulla scheda Google nello stesso identico modo, e le due cose devono puntarsi a vicenda.
Telefono, ritiro e ordine diretto
Una parte importante degli ordini messinesi resta al telefono e al ritiro in sede, ed è una forza: sono clienti senza intermediari e senza commissioni. Il sito non serve a sostituirli, serve a raccogliere le chiamate che il sabato sera non riuscite a prendere, e a dare a chi non ha voglia di telefonare un modo per ordinare comunque da voi.
Sul secondo, terzo e quarantesimo ordine dello stesso cliente, la percentuale trattenuta da un’app è la voce di costo più facile da ridurre che abbiate. Non serve uscire dalle piattaforme: serve avere un posto dove chi vi conosce già possa ordinare direttamente.
Il tuo sito può essere online prima del servizio di stasera
Cinque minuti. Niente carta. E sei online.
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