Creare il sito della vostra pizzeria a Padova
Padova ha una domanda serale costante per dieci mesi l’anno e un vuoto profondo negli altri due. Chi lavora qui non ha un problema di clienti: ha un problema di essere scelto in fretta, da gente che cerca dal telefono e decide in trenta secondi. Un sito vostro serve esattamente a quello.
Una città che ordina presto e tardi
Fra l’ateneo e l’ospedale, Padova muove ogni giorno decine di migliaia di persone che mangiano fuori casa per abitudine e non per occasione. Le conseguenze pratiche sono due: gli ordini si concentrano in fasce strette, e la pazienza è poca. Un orario sbagliato sul web, un menù vecchio di sei mesi, un numero che squilla a vuoto bastano per perdere il cliente, che non richiama.
Le informazioni noiose — orari reali, giorno di chiusura, tempi d’attesa del venerdì, zona servita — valgono più di qualunque slogan. Sono anche le uniche che potete tenere aggiornate voi, senza chiedere il permesso a nessuno, se il sito è vostro.
Arcella, Portello, Guizza: le ricerche che si possono vincere
«Pizzeria Padova» è una ricerca occupata dalle piattaforme. I nomi dei quartieri no: sono corte, locali, e le fa chi abita o lavora a pochi minuti da voi. Scrivete il quartiere sul sito e sulla scheda Google, esattamente con le stesse parole, e collegate le due cose. È il lavoro di posizionamento locale più redditizio che una pizzeria possa fare, e costa un pomeriggio.
Il cliente che ordina quaranta volte l’anno
Uno studente fuorisede o un turnista dell’ospedale che ordina da voi due volte al mese vale qualche centinaio di euro all’anno. Se ogni suo ordine passa da un’applicazione, su ognuno lascia una percentuale che non vedrete mai. Le piattaforme servono per farsi scoprire; il sito serve perché il secondo ordine e tutti quelli dopo arrivino direttamente da voi, allo stesso prezzo che praticate in sala.
Il tuo sito può essere online prima del servizio di stasera
Cinque minuti. Niente carta. E sei online.
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