Creare il sito della vostra pizzeria a Catania
A Catania si mangia tardi, si mangia in piedi e d’estate si mangia sulla costa. Per una pizzeria questo vuol dire orari che cambiano tre volte l’anno e una zona di consegna che non è mai un cerchio. Il sito serve a tenere quelle informazioni vere, ogni giorno.
La serata si divide con le rosticcerie
Cartocciate, cipolline, scacciate: a Catania l’alternativa alla pizza è immediata, economica e disponibile quasi a ogni ora. Non è una minaccia da combattere, è il mercato in cui siete. Ma cambia il modo in cui va scritta una pagina: il cliente non sta scegliendo tra voi e la pizzeria accanto, sta scegliendo tra una cena e uno spuntino.
Per questo la parte che conviene mettere in evidenza non è «facciamo pizza», che è ovvio, ma cosa rende la vostra diversa: il forno, le ore di maturazione, la carta, il fatto che l’asporto sia pronto quando dite voi. Sono le uniche righe che nessun concorrente può copiare.
L’asse del Corso e tutto il resto
Tra Corso Italia e Ognina la copertura delle consegne è buona e la concorrenza in app è alta: lì si compete su prezzo e velocità, e la visibilità spesso si paga. Verso Nesima, Picanello o la periferia ovest il quadro si rovescia — meno consegne, più ritiro, meno concorrenti online e ricerche di quartiere che nessuno sta presidiando.
Se lavorate fuori dal centro, è lì che un sito rende di più: «pizzeria Cibali» o «pizzeria Ognina» sono ricerche corte, fatte da chi è a pochi minuti da voi, e si tengono scrivendo il nome del quartiere sul sito e sulla scheda Google, allo stesso modo nei due posti.
Restare sulle app, non viverci dentro
Le piattaforme portano il primo ordine e a Catania lo fanno bene. Il secondo, il terzo e il trentesimo però non dovrebbero costarvi quanto il primo. Un indirizzo vostro, con lo stesso menù e senza il ricarico che copre la commissione, è il modo per smettere di pagare l’abitudine di chi vi ha già scelto.
Il tuo sito può essere online prima del servizio di stasera
Cinque minuti. Niente carta. E sei online.
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