Business plan pizzeria Excel: calcolatore e modello gratuito
Il business plan di una pizzeria si riassume in tre numeri: il fabbisogno finanziario, il punto più basso di cassa durante l’avviamento e il punto di pareggio in pizze al giorno. Inserite le vostre ipotesi qui sotto: il calcolo procede mese per mese su tre anni, e potete scaricare lo stesso piano in Excel, con tutte le formule, da portare in banca.
Investimenti
Canna fumaria e adeguamenti compresi.
Oppure il prezzo del furgone per un food truck.
Quella che resta sul conto il giorno dell’apertura.
Fonti di finanziamento
Il resto è coperto dal finanziamento bancario.
Attività
Togliete le ferie: chi chiude ad agosto perde un mese.
Il tempo che il quartiere vi scopra.
Prezzi e costi variabili
10% su somministrazione e asporto di alimenti preparati.
Costi fissi mensili
Costo aziendale secondo il CCNL: lordo, contributi e TFR.
Fabbisogno finanziario
100.000 €
di cui 70.000 € finanziati
Punto più basso di cassa
2795 €
al mese 3
Punto di pareggio
60,5 pizze/giorno
rata di 1006 € compresa
- Anno 1Ricavi netti 170.827 € · MOL 29.854 €
- Risultato 8215 €
- Anno 2Ricavi netti 209.760 € · MOL 55.939 €
- Risultato 34.775 €
- Anno 3Ricavi netti 230.736 € · MOL 69.993 €
- Risultato 49.332 €
- Cassa alla fine del 3° anno
- 126.574 €
Cosa contiene il file Excel
| Foglio | Contenuto |
|---|---|
| Sintesi 3 anni | Ricavi, margine, MOL, risultato e cassa anno per anno, punto più basso di cassa e punto di pareggio |
| Ipotesi | Tutti i vostri dati in blu, modificabili: tutto il resto si ricalcola |
| Mensile | 36 mesi: avviamento, costi, finanziamento (interessi e quota capitale), ammortamenti, flusso di cassa |
Il file si apre con Excel, LibreOffice e Google Fogli. Le formule sono visibili e modificabili: il vostro commercialista o chi istruisce la pratica in banca può controllare ogni riga, ed è esattamente quello che farà.
Le ipotesi che reggono tutto il piano
- Le pizze al giorno. È la riga che decide tutto il resto, e quella che chi apre sovrastima di più. Partite dalla capacità del forno nelle ore di picco e prendetene il 40–60%, non dal numero che fa quadrare il piano.
- L’avviamento. Nessuna pizzeria parte a regime. Iniziare al 50% e arrivare al 100% in tre-sei mesi è realistico; è in quei mesi che la cassa tocca il punto più basso.
- Il food cost. Tra il 25 e il 30% dei ricavi netti per una pizzeria ben gestita. Sopra il 32%, rivedete grammature e listino prima di rivedere il piano.
- Lo scontrino medio. Con una margherita tra 5 e 8 € fuori dalle grandi città, in Italia servono più pizze a sera che in Francia o in Germania per coprire gli stessi costi fissi. Bevande, dolci e coperto alzano lo scontrino: contateli, ma a parte.
- Il vostro compenso. Un piano con il titolare a zero non convince nessuna banca: sa che dovrete pur vivere.
Cosa guarda la banca
Tre cose, in quest’ordine: i mezzi propri (di solito dal 20 al 30% del progetto), la capacità del MOL di coprire le rate, e il realismo dei ricavi del primo anno. Un punto di pareggio a 55 pizze al giorno quando ne prevedete 80 rassicura; a 75 su 80 preoccupa, a ragione. La garanzia del Fondo di garanzia per le PMI rende la banca più disponibile, e per under 35 e imprese femminili gli incentivi Invitalia (Resto al Sud 2.0, ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero) chiedono proprio questo piano.
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Inizia oraIl metodo completo e gli errori da evitare: la guida al business plan della pizzeria. Per fissare il food cost di ogni pizza: il calcolo del food cost. E per un food truck: il budget per aprire un food truck di pizza.