Business plan pizzeria Excel: calcolatore e modello gratuito

Aggiornato il 7 ottobre 20266 min di letturaRomain Ferrand — pizzaiolo, 12 anni fra furgone e sala

Il business plan di una pizzeria si riassume in tre numeri: il fabbisogno finanziario, il punto più basso di cassa durante l’avviamento e il punto di pareggio in pizze al giorno. Inserite le vostre ipotesi qui sotto: il calcolo procede mese per mese su tre anni, e potete scaricare lo stesso piano in Excel, con tutte le formule, da portare in banca.

Investimenti

€
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Canna fumaria e adeguamenti compresi.

€

Oppure il prezzo del furgone per un food truck.

€
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Quella che resta sul conto il giorno dell’apertura.

Fonti di finanziamento

€

Il resto è coperto dal finanziamento bancario.

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anni
anni

Attività

gg
sett.

Togliete le ferie: chi chiude ad agosto perde un mese.

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Il tempo che il quartiere vi scopra.

mesi
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Prezzi e costi variabili

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10% su somministrazione e asporto di alimenti preparati.

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Costi fissi mensili

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Costo aziendale secondo il CCNL: lordo, contributi e TFR.

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Fabbisogno finanziario

100.000 €

di cui 70.000 € finanziati

Punto più basso di cassa

2795 €

al mese 3

Punto di pareggio

60,5 pizze/giorno

rata di 1006 € compresa

Anno 1Ricavi netti 170.827 € · MOL 29.854 €
Risultato 8215 €
Anno 2Ricavi netti 209.760 € · MOL 55.939 €
Risultato 34.775 €
Anno 3Ricavi netti 230.736 € · MOL 69.993 €
Risultato 49.332 €
Cassa alla fine del 3° anno
126.574 €
File .xlsx con i vostri numeri e tutte le formule. Gratis, senza registrazione.

Cosa contiene il file Excel

FoglioContenuto
Sintesi 3 anniRicavi, margine, MOL, risultato e cassa anno per anno, punto più basso di cassa e punto di pareggio
IpotesiTutti i vostri dati in blu, modificabili: tutto il resto si ricalcola
Mensile36 mesi: avviamento, costi, finanziamento (interessi e quota capitale), ammortamenti, flusso di cassa

Il file si apre con Excel, LibreOffice e Google Fogli. Le formule sono visibili e modificabili: il vostro commercialista o chi istruisce la pratica in banca può controllare ogni riga, ed è esattamente quello che farà.

Le ipotesi che reggono tutto il piano

  • Le pizze al giorno. È la riga che decide tutto il resto, e quella che chi apre sovrastima di più. Partite dalla capacità del forno nelle ore di picco e prendetene il 40–60%, non dal numero che fa quadrare il piano.
  • L’avviamento. Nessuna pizzeria parte a regime. Iniziare al 50% e arrivare al 100% in tre-sei mesi è realistico; è in quei mesi che la cassa tocca il punto più basso.
  • Il food cost. Tra il 25 e il 30% dei ricavi netti per una pizzeria ben gestita. Sopra il 32%, rivedete grammature e listino prima di rivedere il piano.
  • Lo scontrino medio. Con una margherita tra 5 e 8 € fuori dalle grandi città, in Italia servono più pizze a sera che in Francia o in Germania per coprire gli stessi costi fissi. Bevande, dolci e coperto alzano lo scontrino: contateli, ma a parte.
  • Il vostro compenso. Un piano con il titolare a zero non convince nessuna banca: sa che dovrete pur vivere.

Cosa guarda la banca

Tre cose, in quest’ordine: i mezzi propri (di solito dal 20 al 30% del progetto), la capacità del MOL di coprire le rate, e il realismo dei ricavi del primo anno. Un punto di pareggio a 55 pizze al giorno quando ne prevedete 80 rassicura; a 75 su 80 preoccupa, a ragione. La garanzia del Fondo di garanzia per le PMI rende la banca più disponibile, e per under 35 e imprese femminili gli incentivi Invitalia (Resto al Sud 2.0, ON – Oltre Nuove imprese a tasso zero) chiedono proprio questo piano.

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Il metodo completo e gli errori da evitare: la guida al business plan della pizzeria. Per fissare il food cost di ogni pizza: il calcolo del food cost. E per un food truck: il budget per aprire un food truck di pizza.