IVA pizzeria: aliquote per tavolo, asporto e consegna

Aggiornato il 7 ottobre 20264 min di letturaRomain Ferrand — pizzaiolo, 12 anni fra furgone e sala

In Italia la pizza è al 10% di IVA sia servita al tavolo sia da asporto sia con consegna a domicilio: lo ha chiarito la Legge di Bilancio 2021. Al tavolo anche le bevande, alcolici compresi, seguono la somministrazione al 10%. In asporto invece bibite, acqua, birra e vino escono con la loro aliquota, di regola il 22%.

La tabella delle aliquote di una pizzeria

Per la pizza il canale non conta. A cambiare è la bevanda quando esce dal locale. Ecco cosa impostare sul registratore telematico.

Cosa vendeAl tavoloAsportoConsegna a domicilio
Pizza, calzone, fritti, dolci della casa10%10%10%
Coperto10%——
Bibite, acqua minerale10%22%22%
Birra, vino, amari10%22%22%
Spese di consegna addebitate al cliente——segue la merce

DPR 633/72, Tabella A parte III n. 80 e 121; L. 178/2020 art. 1 c. 40. Aliquote in vigore a ottobre 2026.

Perché l’asporto non è una «cessione di cibo» al 22%

Fino al 2020 la questione era aperta. L’Agenzia delle Entrate distingueva tra somministrazione (servizio al tavolo, 10%) e semplice cessione di beni, e con la risposta a interpello n. 581 del 14 dicembre 2020 aveva ribadito che asporto e consegna non sono somministrazione. Nel pieno delle chiusure Covid, con mezzo settore che lavorava solo a domicilio, la lettura creava il dubbio di dover passare al 22%.

Pochi giorni dopo è arrivata la Legge di Bilancio 2021 (L. 178/2020, art. 1, comma 40) con una norma di interpretazione autentica: le cessioni di piatti pronti e di pasti «cotti, arrostiti, fritti o altrimenti preparati in vista del loro consumo immediato, della loro consegna a domicilio o dell’asporto» rientrano nel n. 80 della Tabella A, quindi al 10%. Essendo interpretativa, vale anche per il passato.

Il caso della pizza da cuocere a casa

La norma copre i piatti preparati per il consumo. Se vende basi o panetti di impasto crudi da banco frigo, come prodotto da forno da completare, è prudente farsi confermare dal commercialista l’aliquota del singolo prodotto: non tutto ciò che esce dal forno di una pizzeria è automaticamente «piatto pronto».

Le bevande: dove l’aliquota cambia davvero

Al tavolo la bevanda fa parte della somministrazione, quindi il calice di vino e la birra alla spina sono al 10% come la pizza. Il discorso cambia quando la bottiglia esce dal locale: la cessione in asporto di bevande non è un piatto pronto e segue l’aliquota propria del prodotto. Per acqua minerale, bibite, birra e vino è il 22%.

Registratore telematico per pizzeria: come impostare le aliquote

La consegna cambia l’aliquota?

No. Le spese di trasporto addebitate dal cedente al cliente sono accessorie alla cessione (art. 12 DPR 633/72) e seguono l’aliquota della merce: una consegna di sole pizze è al 10%. Se l’ordine contiene anche bevande al 22%, la prassi è ripartire il costo di consegna in proporzione agli importi.

Il 22% torna su ciò che lei paga: la commissione di Glovo, Deliveroo o Just Eat è una prestazione di servizi fatturata con IVA ordinaria. In regime ordinario la detrae, in forfettario resta un costo pieno.

Menu pizza + bibita in asporto: come ripartire il prezzo

Un menu asporto da 10 € con pizza (venduta da sola a 8 €) e lattina (2,50 €) va ripartito in proporzione ai prezzi singoli: 10 × 8/10,5 = 7,62 € al 10% e 10 × 2,5/10,5 = 2,38 € al 22%. Lo stesso menu consumato in sala è tutto al 10%. Imposti la ripartizione una volta nel registratore e non ci pensi più.

Serve applicare l’IVA? Il forfettario

Nel regime forfettario non si addebita IVA in fattura né sullo scontrino come imposta separata. Il limite è di 85.000 € di ricavi annui (confermato per il 2026). Se li supera restando sotto 100.000 €, esce dall’anno successivo ; oltre 100.000 € esce subito.

Per una pizzeria c’è un secondo vincolo che pesa spesso di più: le spese per lavoro dipendente e collaboratori non possono superare 20.000 € lordi l’anno. Con un pizzaiolo e un fattorino assunti si supera facilmente. E nel forfettario l’IVA sul forno, sull’abbattitore e sulle commissioni delle piattaforme non si detrae.

Calcolare sempre i prezzi sull’imponibile

Il margine si misura sul prezzo al netto dell’IVA. Una Margherita con 1,90 € di food cost venduta a 8 €:

VoceImporto
Prezzo in menu (IVA inclusa)8,00 €
IVA al 10% (8 − 8/1,10)0,73 €
Imponibile7,27 €
Food cost1,90 €
Margine lordo5,37 €
Incidenza food cost sull’imponibile26,1%

Calcolato sugli 8 € lordi il food cost sembrerebbe il 23,8%: due punti e mezzo di margine che non esistono.

Il tuo sito può essere online prima del servizio di stasera

Cinque minuti. Niente carta. E sei online.

Inizia ora

Come fissare il prezzo di vendita della pizza

Calcolo del food cost di una pizza

Gli errori più comuni

  1. Mettere al 22% la pizza da asporto perché «non è somministrazione»: dal 2021 è 10%.
  2. Battere al 10% le bevande da asporto insieme alla pizza.
  3. Un’unica aliquota per un menu asporto con bibita.
  4. Dimenticare il limite dei 20.000 € di spese per il personale nel forfettario.
  5. Calcolare il ricarico sul prezzo IVA inclusa.

Domande frequenti

L’IVA sulla pizza da asporto è più bassa che al tavolo?

No, è la stessa: 10% al tavolo, in asporto e a domicilio. Cambiano solo le bevande, che al tavolo sono al 10% e in asporto alla loro aliquota, di solito il 22%.

Il coperto ha un’aliquota diversa?

No. Il coperto fa parte del servizio di somministrazione e segue il 10%, come pizza e bevande servite al tavolo.

Che IVA applico alle spese di consegna?

Quella della merce consegnata, perché sono spese accessorie (art. 12 DPR 633/72). La commissione della piattaforma è un servizio separato fatturato al 22%.

Con il forfettario devo emettere lo scontrino?

Sì. Il forfettario esonera dall’IVA, non dal documento commerciale: il registratore telematico serve comunque.

Fonti