Cliente non ritira l’ordine in pizzeria: cosa fare, come evitarlo

Aggiornato il 7 ottobre 20267 min di letturaRomain Ferrand — pizzaiolo, 12 anni fra furgone e sala

Se un cliente non ritira l’ordine, in teoria vi deve la cifra, ma inseguire 35 € con un solo numero di cellulare non conviene quasi mai. La soluzione è prevenire: pagamento anticipato per gli ordini a rischio, orario di ritiro confermato e una breve routine al telefono che blocca gli ordini fantasma e gli scherzi.

Quanto succede, e quanto costa?

Per la maggior parte delle pizzerie il cliente che non si presenta è raro: nei forum di settore i pizzaioli parlano di una volta ogni tre anni, o di una volta ogni qualche mese. Il guaio è che non capita mai con una margherita il martedì a pranzo. Capita con sei pizze il sabato alle 20:30, oppure con una serie di scherzi telefonici da numero privato, un classico che ogni pizzeria italiana conosce, a volte con il sospetto che dietro ci sia un concorrente.

Quanto costano 4 pizze non ritirate (esempio)
VoceImportoNota
Food cost6–10 €1,50–2,50 € a pizza condita, secondo la ricetta
Cartoni ed energia1,50–2,50 €Packaging e tempo di forno
Slot perso nell’ora di punta30–40 €Un ordine pagante a cui avete detto «45 minuti» o che avete rifiutato
Totale40–50 €Il sabato sera la voce più pesante è lo slot, non la farina

Cifre indicative. Calcolate il vostro food cost pizza per pizza.

Il food cost è il numero a cui si pensa mentre si buttano i cartoni. Ma nell’ora di punta la perdita vera è la capacità del forno: se ne escono 30 pizze ogni quarto d’ora e quattro si raffreddano sul banco, qualcun altro ha aspettato di più o è andato altrove.

Calcolate il food cost di ogni pizza del menu

Si può far pagare il cliente dopo?

In principio sì: un ordine telefonico è un contratto. Il cliente si è impegnato a comprare quattro pizze, voi le avete preparate. In pratica avete un nome, un numero e un credito di 35 €. Una diffida, un decreto ingiuntivo, un avvocato: tutto costa più delle pizze. Una telefonata cortese la sera stessa è il massimo ragionevole.

Gli scherzi fatti apposta sono un’altra storia. Se gli stessi numeri richiamano, annotate numero, data e ora di ogni chiamata e presentate una denuncia ai Carabinieri o alla Polizia. Per qualche pizza aspettatevi poco, ma se le chiamate diventano molestie, avere una traccia scritta conta.

E il diritto di recesso?

Un ordine al telefono, su WhatsApp o online è un contratto a distanza, ma l’articolo 59 del Codice del Consumo esclude il recesso di 14 giorni per i beni «che rischiano di deteriorarsi o scadere rapidamente» (lettera d), come prevede la direttiva europea 2011/83/UE. Una pizza pagata in anticipo non va rimborsata solo perché il cliente ha cambiato idea. Potete comunque rimborsare un annullamento fatto un’ora prima, è un bel gesto, ma scrivete la regola sul sito e nel messaggio di conferma.

La routine al telefono che filtra gli ordini fantasma

  1. Nome e numero da richiamare, sempre. I numeri privati vanno in segreteria, oppure si chiede loro di ordinare online pagando. Questa sola regola elimina la maggior parte degli scherzi.
  2. Richiamare per gli ordini grandi o sconosciuti. Un rapido «la richiamo per confermare il numero civico». Un cliente vero risponde; chi fa lo scherzo quasi mai.
  3. Rileggere ordine e orario. «Quattro pizze, due diavole, pronte per le 20:30, a nome Rossi.» Dieci secondi che tolgono di mezzo metà dei malintesi.
  4. Segnare l’ora della chiamata sullo scontrino, così ritrovate il numero nel registro chiamate se nessuno si presenta.

Per gli ordini su WhatsApp vale la stessa logica: oltre le cinque pizze, chiedete un pagamento con Satispay o un link di pagamento prima di infornare. Chi ordina sul serio paga in trenta secondi.

Il pagamento anticipato: l’unica vera soluzione

Sulle piattaforme come Just Eat o Glovo il problema quasi non esiste, perché il cliente ha già pagato. Il rischio sta tutto negli ordini telefonici pagati al ritiro. Chi ha spostato i propri ordini su un sistema con pagamento online lo dice in modo netto: gli ordini fantasma spariscono. Chi ha pagato, viene a ritirare.

Il rischio è spaventare i clienti onesti che hanno sempre pagato alla cassa. Meglio regole mirate che un obbligo generale:

  • pagamento anticipato da 5 pizze in su;
  • pagamento anticipato per numeri privati o sconosciuti;
  • pagamento anticipato per il primo ordine il venerdì e il sabato sera;
  • i clienti abituali continuano a pagare al ritiro.

Il regolamento di esecuzione del TULPS (art. 187) vieta agli esercenti di rifiutare la prestazione senza un legittimo motivo, ma chiedere un pagamento anticipato non è un rifiuto: è una condizione di vendita. Va comunicata prima dell’ordine e applicata a tutti allo stesso modo.

Il prepagamento rende al massimo con una fascia di ritiro scelta dal cliente. Se ha cliccato «20:30», il «pensavo alle nove» non regge più, e voi sapete quante pizze sfornare in ogni quarto d’ora.

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Come funziona in pratica è spiegato nella pagina ordini online senza commissioni: pagamento al momento dell’ordine, fascia oraria scelta dal cliente, nessuna percentuale trattenuta su ogni pizza.

Fasce da 15 minuti: gestire l’ora di punta

Ritardatario o vero fantasma?

La maggior parte degli ordini «non ritirati» in realtà arriva tardi. Il cliente ha capito un altro orario, o la pizza era pronta venti minuti prima perché il forno era tranquillo. Tre abitudini risolvono quasi tutto:

  • Una fascia confermata, riletta al telefono o scelta online.
  • Un messaggio «la tua pizza è pronta», via SMS o WhatsApp. Poche pizzerie lo mandano, ed è la sveglia migliore per il cliente distratto.
  • Un tempo di attesa dichiarato, per esempio 30 minuti dopo l’orario concordato. Poi la pizza viene venduta, mangiata dallo staff o buttata, e il cliente lo sapeva.

Cosa fare con una pizza non ritirata

Un alimento cotto da consumare caldo va mantenuto caldo: la prassi HACCP, sulla scia del DPR 327/1980, indica tra +60 e +65 °C. In alternativa va abbattuto rapidamente. Una pizza nel cartone sul banco, dopo mezz’ora, non rispetta né l’una né l’altra condizione. Non riscaldatela per rivenderla e non congelatela per la vendita: il vostro piano HACCP deve dire cosa succede a un prodotto uscito dal mantenimento a caldo.

Le opzioni oneste: pasto dello staff, un omaggio a un cliente abituale che aspetta al banco in quel momento, o il cestino. Segnatela tra gli sprechi: dopo un mese saprete se il problema merita una regola nuova.

Le temperature di conservazione in pizzeria, la tabella

Lista nera: attenzione

Un elenco dei numeri che non hanno ritirato è un trattamento di dati personali ai sensi del GDPR, anche se è un quaderno accanto al telefono. Servono uno scopo chiaro, criteri oggettivi e una durata limitata, e in caso di dubbio il riferimento è il Garante Privacy. Se ne tenete una:

  • solo il minimo: numero, data, fatto («6 pizze non ritirate»);
  • nessun commento sulla persona;
  • uso interno, mai condivisa con altri locali;
  • cancellazione dopo un periodo fisso, per esempio dodici mesi;
  • una riga nell’informativa privacy che ne spiega l’esistenza.

Più semplice e più sicuro che rifiutare il servizio: un numero segnalato può ancora ordinare, ma solo pagando prima.

Domande frequenti

Posso far pagare un cliente che non ha ritirato l’ordine?

In teoria l’ordine è un contratto. In pratica, con un numero di telefono e 30–50 € in gioco, agire costa più di quanto si recupera. La risposta efficace è la prevenzione: prepagamento per gli ordini a rischio e orario di ritiro confermato.

È legale chiedere il pagamento anticipato?

Sì, se lo comunicate prima dell’ordine e lo applicate in modo coerente, per esempio agli ordini grandi o ai numeri privati. È una condizione di vendita, non un rifiuto.

Il cliente può annullare un ordine già pagato e farsi rimborsare?

Il recesso di 14 giorni non vale per gli alimenti deperibili. Potete scegliere di rimborsare un annullamento fatto prima di infornare: scrivete la regola nella conferma d’ordine.

Devo rifiutare le chiamate da numero privato?

Molte pizzerie le mandano in segreteria o chiedono di ordinare online pagando. Così si filtrano quasi tutti gli scherzi senza respingere il cliente onesto che nasconde il numero per abitudine.

Cosa faccio con una pizza non ritirata?

Tenetela calda per il tempo dichiarato (circa 30 minuti), poi datela allo staff o buttatela. Mai rivendere una pizza raffreddata a temperatura ambiente.

Portare i clienti abituali a ordinare online

Fonti