Allergeni in pizzeria: cosa impone la normativa
In una pizzeria l'informazione sugli allergeni deve essere riconducibile a ogni singolo piatto e disponibile prima che l'alimento venga servito. Può stare sul menu, su un registro, su un cartello o su un sistema equivalente — anche digitale — tenuto bene in vista. Se la dai a voce, devi comunque avere la documentazione scritta a cui fare riferimento.
I 14 allergeni
L'elenco è quello dell'Allegato II del Regolamento (UE) n. 1169/2011, applicabile direttamente in Italia. Le sanzioni sono fissate dal D.Lgs. 231/2017.
| Allergene | Allergene | ||
|---|---|---|---|
| 1 | Cereali contenenti glutine | 8 | Frutta a guscio |
| 2 | Crostacei | 9 | Sedano |
| 3 | Uova | 10 | Senape |
| 4 | Pesce | 11 | Sesamo |
| 5 | Arachidi | 12 | Anidride solforosa e solfiti |
| 6 | Soia | 13 | Lupini |
| 7 | Latte | 14 | Molluschi |
Regolamento (UE) n. 1169/2011, Allegato II.
In pizzeria glutine e latte finiscono praticamente su tutto, il pesce sulle pizze con tonno e acciughe, i solfiti dove c'è vino o certe olive, e il sedano molto più spesso di quanto si creda — si nasconde nei brodi e in alcune salse pronte.
Come va data l'informazione
La norma è più precisa di quanto si pensi, e il punto che conta è il primo: l'informazione deve essere riconducibile a ciascun alimento. Un cartello che elenca gli allergeni presenti «in cucina» non basta, perché non dice quali sono in quale pizza.
- Sul menu, accanto al piatto. È la forma più chiara e quella che regge quando c'è coda.
- Su un registro consultabile, con un cartello ben visibile che spieghi dove si trova.
- Su un cartello o altro sistema equivalente.
- Anche digitale. La norma lo dice espressamente: un menu online con gli allergeni per piatto è un sistema conforme, e ha il vantaggio di non dipendere da chi c'è in sala.
Le sanzioni
| Violazione | Sanzione |
|---|---|
| Informazione sugli allergeni assente | da 5.000 a 40.000 € |
| Informazione fornita con modalità difformi da quelle previste | da 1.000 a 8.000 € |
Sanzioni previste dal D.Lgs. 231/2017. Gli importi effettivi dipendono dalla contestazione: verifica sempre il testo vigente.
La seconda riga è quella che colpisce più spesso, e riguarda chi le informazioni ce le ha ma le presenta male — un elenco generico, un foglio che nessuno trova, un cartello che non collega l'allergene al piatto.
Un sistema che regge
- Scrivi la matrice una volta. Ogni piatto su una riga, i 14 allergeni sulle colonne.
- Registrali per ingrediente, non per pizza. Quando cambi fornitore di farina o di gorgonzola aggiorni una riga, non undici pizze.
- Ricontrolla a ogni cambio fornitore. Le ricette industriali cambiano senza avvisare: la fonte di verità è l'etichetta sulla scatola, non la matrice dell'anno scorso.
- Pubblicala dove si ordina. Sul menu, accanto al piatto — che è anche il modo per essere conformi senza che nessuno debba ricordarsene.
- Non usare «può contenere» come scorciatoia. L'etichettatura precauzionale serve per un rischio di contaminazione crociata che hai valutato e non puoi eliminare. Usata su tutto non dice niente al cliente, che ordinerà altrove.
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Inizia oraChi controlla
ASL e NAS, di solito durante un controllo ordinario. La gestione degli allergeni fa parte del piano di autocontrollo HACCP, quindi una matrice mancante non è solo una sanzione: è una non conformità sul sistema che sta a monte.
La guida al sito della pizzeria